Ama definirsi "Un ebreo di origine bulgara, non ortodosso, di formazione marxista, vegetariano e soprattutto con un'identità nomade". Se gli si chiede il perché del suo essere "nomade" risponde che l'identità ebraica stessa è nomade. Infatti Dio avrebbe detto all'ebreo: "La terra è mia. Tu vi abiterai come soggiornante". In ebraico "soggiornante" e "straniero" sono la stessa parola. Davanti a Dio tutti gli uomini sono "stranieri". Per questo esisterebbe un solo modo di vivere in pace su questa terra: da straniero fra gli stranieri. Moni Ovadia ci prova da tempo a trasmettere una filosofia di vita antica come il mondo attraverso strumenti altrettanto antichi e nobili: oltre alla preghiera e lo studio, anche il canto, la danza, la narrazione e perché no, l'umorismo.
“Il ridere ebraico affonda le sue radici lontano, nelle origini della Sacra Scrittura, in quell'Annunciazione biblica tenuta generalmente in minor conto di quella cristiana e che pure svolge un ruolo fondamentale nella formazione dell'identità ebraica. L'arcangelo annuncia ad Abramo ultracentenario che avrà un figlio da sua moglie Sara ultranovantenne e già sterile nei suoi anni fecondi. Abramo ride, e Sara, che ha udito da lontano, ride anche lei. L'arcangelo le fa notare la sua impertinenza. Sara nega di aver riso, ma l'arcangelo ribadisce: "No! Tu hai riso!". Ho sempre immaginato con malizioso piacere il riso dell'Eterno quando vede l'espressione di Sara e di Abramo di fronte a questa impossibile gravidanza. Comunque l'Eterno chiederà che questo figlio del miracolo abbia nome Hzkak (Isacco), che significa "colui che ride". Il figlio del grande "traghettatore" il quale darà discendenza alla stirpe di Israele ha il riso nel nome […]”. (Moni Ovadia, Il Corriere della sera, 19/12/2007)
Moni Ovadia
“Il registro dei peccati”
Rapsodia lieve per racconti, melopee, narrazioni e storielle.
Giovedì 10 dicembre 2009 - ore 21,15
Recital sul mondo khassidico ideato e interpretato da Moni Ovadia
il pubblico incontra
Moni Ovadia
in occasione dell’anniversario della dichiarazione dei diritti umani, presso la Sala delle Cerimonie del Castello Campori di Soliera, confronto tra identità plurali. A seguire aperitivo con prodotti tipici della cucina marocchina e vegetariana.
Giovedì 10 dicembre 2009 ore 19
Ingresso gratuito. Partecipazione libera.
Fuori abbonamento: Andrea Rivera / Marta Cuscunà