Dopo nemmeno un anno di Habitat il bilancio è positivo. La stagione teatrale gennaio/aprile 2009 ha riscosso un buon successo, accogliendo un pubblico nuovo e partecipe, che ha seguito con continuità anche il Festival. Anche i veterani del Nuovo Cinema Teatro Italia che hanno partecipato a questa nuova proposta, a questa nuova scommessa culturale, hanno dato il loro contributo immergendosi in un clima di scoperta e condivisione. I laboratori intensivi, tenuti da alcune delle compagnie ospiti, tesi alla scoperta di cosa c’è oltre le quinte, di come si costruiscono o smontano gli spettacoli, sono stati forse il successo più grande grazie alla considerevole partecipazione di giovani e meno giovani appassionati di teatro che hanno aderito con forte entusiasmo.
Arti Vive Habitat è solo all’inizio però! È appena nato. Vuole di più. Vuole allargarsi, coinvolgere quante più persone possibili. Non spettatori. Non pubblico. Non utenti o clienti, ma persone. A quelle ci rivolgiamo e si rivolgono gli artisti “nostri complici”. Vogliamo prendere dalle persone energia creativa, accettare proposte, rilanciare la sala cinematografica che ora si distingue per una programmazione di qualità, con film d’essai, le migliori produzioni, rassegne e - novità di quest’anno - proiezioni il sabato sera con una scelta di film per ragazzi e famiglie.
Arti Vive Habitat è un percorso di gestione partecipata dell’evento culturale. Esiste un Comitato Artistico che prende decisioni, fa riflessioni, indaga sulle necessità della comunità solierese, propone e realizza; e non è un circolo chiuso, bensì aperto, disponibile, gratuito e in attesa, che con curiosità ed entusiasmo, molti altri cittadini vi si avvicinino e ne facciano parte.
Il progetto dell’Habitat vuole assottigliare la distanza che solitamente si ritrova tra la vita di tutti i giorni e l’arte. L’arte e la cultura sono troppo spesso visti da noi come elementi lontani, astratti, di solo intrattenimento o futile piacere; troppo spesso sono considerati un lusso, da sacrificare nei momenti di crisi. Ma l’arte è il bisogno imperativo di ogni uomo e di ogni donna di esprimersi al di fuori dei soliti (solidi) confini sociali, delle gabbie e delle protezioni che ci diamo e ci danno. È il bisogno di ognuno di noi di proiettarsi con nuove inaspettate forme al di fuori di sé. È un campo neutro nel quale giocare, lontano dal giudizio e dalla responsabilità.
Così come è vero che sulle tavole del palcoscenico viene ricreata la vita, così è anche vero che spesso è la vita stessa ad essere una assurda, tragicomica, grottesca, pièce che si rappresenta. È sul filo di questo sottile confine che ci vogliamo ritrovare tutti, artisti, organizzatori, intellettuali, operai, impiegati, artigiani, professionisti, pensionati, studenti, tutti, persone, infine, mosse dal costante piacere di incontrare quotidianamente il dubbio, la ricerca, la riflessione, il fascino della cultura, la magia dell’arte, liberamente, in tutte le sue forme, senza pregiudizio e consolazione.