Un volume cubico neutro, metri 5x5. Una guaina di teli neri. Quattro performers che aggrediscono la scatola teatrale da tagli e aperture. Partendo dalla formula “svelare occultando”, Teatro Sotterraneo imposta un funerale consapevole dello stare sulla scena, una catena di montaggio che va dalla produzione all’imballaggio fino allo smaltimento, presentazione scenica che offre e poi rimuove, impacchetta, mette via cose e persone. Post-it agisce per sottrazione: l’azione all’azione, il parlato al parlato, le cose alle cose, un sistema di frammentazioni entro cui i corpi agiscono in modo costretto – dagli spazi, dai materiali, dall’obiettivo di togliersi. Post-it è un recesso, un dimenticatoio dove cercare e verificare ogni possibile Fine: nel consumo di oggetti, nell’esaurirsi di un discorso o di una partitura, nell’assenza che prelude sempre e comunque al ritorno.

"Teatro Sotterraneo fa parte a pieno titolo del nuovo teatro italiano [...]. Di cosa è fatto il linguaggio del Teatro Sotterraneo? Non di emozioni, sistematicamente negate sul nascere, non di immagini, sacrificate a uno stile spietatamente spoglio, non di storie dotate di senso compiuto, la cui rappresentazione non viene neppure presa in considerazione: in effetti questo gruppo, fra i più emblematici dell'ultima generazione, punta quasi esclusivamente sulla pura energia psico-fisica, sull'esemplare rigore compositivo e su una comunicazione allusiva, ironicamente trasversale. Alla base c'è una personalità davvero molto forte: ci vuole una grande sicurezza di sé per rinunciare praticamente a tutto, sapendo che comunque l'attenzione dello spettatore non cadrà neanche per un attimo". (Renato Palazzi – critico teatrale)

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Info sul laboratorio tenuto dalla Compagnia Teatro Sotterraneo.LABORATORI.htmlLABORATORI.htmlshapeimage_3_link_0

Teatro Sotterraeo
“Post-it”

Giovedì 15 aprile 2010 - ore 21,15

con Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ciccarelli, Claudio Cirri
drammaturgia Daniele Villa / una produzione Teatro Sotterraneo/Fies Factory One

Fuori abbonamento: Andrea Rivera / Marta Cuscunà