La Compagnia Tardito Rendina torna a Soliera col personale progetto di teatro-danza ai confini del clown per presentare Gonzago’s Rose, opera prima, piccolo spettacolo culto, che porta in giro ormai da dieci anni. Federica e Aldo non sono invecchiati, la loro poesia non invecchia, come non invecchia la leggerezza piacevolmente malinconica dei film muti. La loro (auto)ironia è col tempo diventata mestiere, segno profondo e rigoroso della loro arte. E sempre più consapevolmente il gioco resta gioco, e la voglia di osservarsi drammatici per scoprirsi comici si trasmette allo spettatore trascinandolo in un mondo tutto loro, che è sogno tramutato in incubo o viceversa. Gonzago’s Rose è un delicato gioiello senza tempo che si potrebbe replicare altri dieci o cento anni.
“Lui, Gonzago, è un uomo sicuro, duro come la sua sedia, hombre pasionado che confonde l'Amor con la violenza e la rozzezza. Lei, Rosalia, è una donna offesa, prostrata, appassionata e sensuale come le rose, mujer desiderosa che subisce la violenza per un toco de Amor. Vivono insieme da “100 anni” allevando rose. Incalzati da incubi travestiti da sogni e poesie annacquate, condividono ormai una sola cosa: ballare i vecchi ricordi in abiti stanchi. Le rose che Gonzago e Rosalia coltivano “ormai da 100 anni” sono testimoni di incomunicabilità, sfottimenti, scioglilingua dialettali e lampi di sensualità morbosa. Una risibile ma dolente contemplazione della “condanna” di vivere assieme. E quello che le parole non dicono lo cantano Mina, Paolo Conte e Ibrahim Ferrer, cadenzando lo spettacolo con un leggero profumo di nostalgia.” (Federica e Aldo - interpreti)
Compagnia Tardito Rendina
“Gonzago’s Rose”
Giovedì 11 marzo 2010 - ore 21,15
Ideazione e interpretazione Federica Tardito e Aldo Rendina
con il sostegno di Sosta Palmizi/MIBAC
Fuori abbonamento: Andrea Rivera / Marta Cuscunà